Se ti riconosci in queste, siamo nel posto giusto
- Il giro della settimana è nella testa di una persona sola, e quando quella persona è in vacanza si telefona.
- Giovedì piove e il pomeriggio si riscrive a telefonate, una per cliente.
- Il cliente chiede quando siete passati l'ultima volta e la risposta sta su un quaderno in furgone.
- Le siepi fatte a marzo si fatturano a giugno, quando qualcuno se ne ricorda.
Se il tuo lavoro è un giro che torna, il calendario è il tuo prodotto: Opero lo tiene, lo sposta quando piove e lo fattura.
Cosa cambia, punto per punto
Gli interventi che il meteo tocca si spostano tutti insieme al primo giorno buono, e si decide chi avvisare. Due minuti, non venti telefonate.
Un abbonamento ha due calendari separati: quando si va e quando si fattura. Alla data della fatturazione la bozza del canone è già pronta — parte solo quando qualcuno l'ha guardata.
Le fotografie restano attaccate all'indirizzo, non solo al lavoro: l'anno dopo si riapre la scheda e si vede la siepe com'era, con le note d'accesso e il cane che c'è in giardino.
Le scrive dal telefono chi c'era, alla fine dell'intervento, lavoro e trasferta separate. A fine mese non si ricostruisce niente a memoria.
Com’è una giornata, dal primo squillo alla fattura
- 1Lunedì mattinaIl giro è già in griglia: chi va dove, con quale macchina. Le vacanze di chi manca sono dentro il calendario, quindi non si pianifica chi non c'è.
- 2Il sopralluogoDal cantiere parte una segnalazione con la foto — l'albero da abbattere, la siepe da rifare. In ufficio arriva con cliente e indirizzo già dentro, e diventa un'offerta.
- 3Giovedì pioveGli interventi sensibili al meteo si spostano in blocco. Il giro si riscrive, i clienti da avvisare li scegli tu.
- 4Fine interventoAttività spuntate, ore, fotografie, firma del cliente col dito. Il rapporto in PDF è pronto prima di risalire in furgone.
- 5Il canoneAlla data del calendario di fatturazione la bozza è lì, con dentro quello che è stato fatto. Si controlla, parte, e l'incasso si segue da Fatture.